Mercoledì, 05 Febbraio 2014

Alessandra

Alessandra
“Come stai?”

“Come quando provi a stringere l'aria fra le mani. Impotente. L'aria, così come la vita, non si fa prendere”.
Era questo ciò che avrei voluto rispondere a tutti coloro i quali, negli anni, in quegli anni, mi ponevano quella domanda banale che facciamo senza nemmeno esser interessati alla risposta.

Come cambia il significato di quel “ come stai”, quando non sai cosa rispondere.
Siamo abituati a dire bene. O siamo abituati a lamentarci per questioni di dubbia rilevanza.
Pensavo a Dio e a quante risate si sarà fatto ogni volta che programmavo.
Non ho mai parlato volentieri di ciò che mi è accaduto, ma oggi, forse, ho bisogno di scrivere la mia testimonianza per mettere un punto ad una parentesi dolorosa. E' come un libro, in cui anche se un determinato capitolo è terminato, non lo è mai veramente. Vai avanti, il libro si colora di nuovi racconti, ma è come se avessi la sensazione che quel capitolo è rimasto incompiuto. Forse è necessario che altri giovino della mia testimonianza, perchè per quanto legata ad un evento sofferente, è stata la parentesi più rivoluzionaria della mia esistenza. E forse quel capitolo, dopo tanti anni avrà motivo di esser chiuso.
Quando ti diagnosticano un linfoma di Hodgkin, non ci sono reazioni giuste o reazioni sbagliate. Ci sei tu, il tuo corpo, la tua forza, la tua speranza e la medicina. Cominci persino a non sentire l'esigenza che esista altro al mondo. Poco più che maggiorenne mi accingevo al mondo universitario: città nuova, amici nuovi e un sogno che nessuno mi ha tolto. 
Tralascerò i dettagli, le lacrime, perchè paradossalmente le ho dimenticate o ne ho un ricordo ad oggi confuso. Sono altre le cose che mi sono rimaste. Non so dire se sia stata una lezione di vita. So solo che oggi, sono laureata da tre anni, e sono una persona migliore perchè mi è stato concesso di rinascere. Quando vivi ogni giorno, realmente come se fosse l'ultimo, capisci quante occasioni hai sprecato nella vita per esser felice. A volte non dormi per la paura di non svegliarti, non lo nego, ma mi è mancato qualcosa? Si e no. Come un moscerino affrontavo un vento che mi ha travolta. Sono caduta, mi sono rialzata. Alcune cicatrici le porterò per sempre nel cuore. Alcuni riflessi incondizionati ad oggi, dopo anni, non sono passati. Impari a non abbracciare per far si che nessuno ti possa togliere la parrucca. Impari a non vivere alle dipendenze degli altri. Ma non perchè non vuoi. Non puoi. Non si riduce tutto ad un lettino di ospedale. È vero, si sta male. Ma appena hai due giorni in cui ti senti oltremodo vigorosa, VIVI. Si smette di sopravvivere. Ho preso il coraggio di essere la vera Alessandra. Di scegliere senza la paura di sbagliare. Non potrò mai ringraziare in maniera esaustiva la dott.ssa Stelitano e tutto il reparto di Ematologia di Reggio Calabria, né potrò racchiudere in una manciata di righe cosa realmente si prova. Ma posso dirvi che nessuno porta una croce più pesante di quella che può sostenere. La miglior cura è dentro di voi. La miglior cura è la voglia di vivere. E' una medicina che dovrebbero sperimentare anche coloro i quali scoppiano di salute. Io sono nata due volte. E la seconda Alessandra è migliore della prima. :)
Alessandra

 

Letto 2138 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Luglio 2014 16:37
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