Venerdì, 18 Aprile 2014

Maria Carmela

Maria Carmela
Mi chiamo Dimasi Maria Carmela nata a San Pietro di Carida’ il 20 /02/1937, piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria, dove il cognome serve a poco dato che ci conosciamo tutti con il soprannome, ed infatti io sono conosciuta come “ Mela i Giarrotta, ed io rispondo “speriamo mu fai na botta”; analfabeta incallita, dopo 2 anni di scuola serale ho imparato la mia firma ( Dimasi M. Caramella), sempre e comunque credente in Dio e diffidente dei medici ,mi ritrovo a questa discreta età dopo che all’ età di 30 anni ho perso un rene, da circa un anno orinavo sangue, ed io pignola e rispettosa della mia salute , prendevo una decisione importante “ termino l’annata delle olivi (ottobre – marzo), mi guardo dal mangiare (solo peperoni piccanti arrostiti, perche’ da quello che si dice il fritto fa’ male, e olive dalla giara, ma solo la sera) e a giugno terminate le scuole mi vado a ricoverare perche’ la salute e’ importante; ed infatti ho fatto bene ad affrettarmi perche’ come sono arrivata al San Martino di Genova dopo pochi giorni mi sono trovata senza un rene, dopo due mesi di ricovero mi dimettono raccomandandomi rigidamente di attenermi alle loro indicazioni, dimenticare i peperoni piccanti calabresi, bere solo acqua “Fiuggi” , ed evitare lavori di campagna, ma io fedele ad un detto antico ( vado in chiesa mi confesso torno a casa e faccio lo stesso) ho fatto di peggio peperoni piccanti ne ho mangiato in tutti i modi giorno e sera, l’acqua quando mi dimenticavo di portarmela da casa dal rubinetto, n on esitavo a bere quella piovana raccolta nei fossi , e mi sono resa conto che i consigli dei medici vanno presi alla lettera; 
 
Ma purtroppo nel 2002 dopo un bel periodo che accusavo un forte dolore alla spalla, e non resistendo piu’ il dolore ho deciso di fare una lastra al torace, dove mi hanno riscontrato un linfoma, i miei figli molto premurosi mi hanno portato a Milano al San Raffaele ,e dopo vari accertamenti hanno dato un nome alla malattia che non riesco nemmeno a pronunciare, ma assicuravano i miei figli, che se curata bene si può arrivare a vivere anche altri quattro anni, ma che in ogni modo a Reggio Calabria c’è una certa Dottoressa Stellitano, responsabile del reparto ematologia molto brava e che mi potevo rivolgere a lei: così ho fatto ed è stata la mia fortuna , perchè in lei ho incontrato non solo un medico di cui continuo a non avere fiducia , ma una persona molto umana ed umile, e che insieme fra una visita e una terapia ridavamo di gusto da morire, tanto che al termine della visita mi vergognavo ad uscire perche’ mi potevano prendere per pazza, nel 2013 la malattia se ripresentata in un’altra zona, ma noi ancora una volta l’abbiamo sconfitta. Grazie dottoressa.
Maria Carmela

 

Letto 2445 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Luglio 2014 16:16
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