Lunedì, 18 Novembre 2013

Rosa

Rosa

Mi chiamo Rosa, ho 24 anni e sono sposata da tre anni. Dall’unione di mio marito Giuseppe, nel mese di luglio 2012, è nato Antonio un bimbo meraviglioso e pieno di vita. Sono in attesa del mio secondogenito, ormai dovrebbe nascere a giorni… La mia vita non è stata semplice né sempre rosea difatti all’età di 19 mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin. Il tutto è iniziato quando una mia conoscente mi fece notare la presenza di un rigonfiamento sul mio collo che, al tatto, appariva molto rigido. Ero tranquilla…perché sicura si trattasse di una semplice ciste. Non me ne preoccupai più di tanto (erano preoccupati i miei familiari), e mi recai in ospedale per fare dei controlli. Giunsi all’ospedale di Reggio Calabria, dove nel reparto di ematologia mi trattarono chirurgicamente e dopo l’intervento, ho ricevuto gli esami istologici. La diagnosi era terribile e mi colpì con un macigno: avevo un linfoma…, un tumore particolarmente aggressivo che colpisce il sistema linfatico. Dopo l’abbattimento iniziale , e grazie a tutti gli operatori sanitari del reparto di ematologia ed in particolare alla Dott.ssa Ronco (primario), Dott.ssa Alati ed infine al mio angelo custode, la Dott.ssa Stelitano, incomincio a lottare! Sapevo che stavo giocando una partita per la vita e non potevo permettermi di perderla. Ho dovuto scegliere la chemioterapia: quella ordinaria o quella sperimentale?? Non è stato semplice dovevo scegliere se affidare la mia vita ad una terapia del tutto sconosciuta oppure fidarmi di quella già ampiamente adottata da altri. Ho voluto credere alla continua evoluzione della scienza e mi sono affidata infina a quella sperimentale. Questa terapia è stata creata al Hoc per me tenendo in considerazione una serie di fattori quali l’età, l’intensità della malattia e via discorrendo. La Dott.ssa Stelitano mi ha egregiamente illustrato il metodo terapico evidenziando i rischi che tale terapia avrebbe potuto comportare. Tra questi la sterilità, la depressione, la perdita dei capelli. Acquistai una cuffia termica che a dire della Dott.ssa Stelitano avrebbe potuto evitare l’indebolimento del cuio capelluto. Grazie all’appoggio di tutto il reparto tra cui l’infermiere Giovanni che mi metteva la fleb sempre sorridente e con la battuta pronta, Antonio dell’Ail senza di lui il reparto non ha luce, Monica col suo sorriso e le parole dolci, e tutti gli altri sempre disponibili e con parole di conforto per tutti non avevano mai la giornata no anche se pieni di lavoro. E infine voglio parlarvi della mia dottoressa, per me “ una mamma “ un angelo davvero speciale con tanta forza, sempre sorridente, con parole di conforto, sempre presente e con tanto amore per i suoi pazienti per me è stato tutto semplice grazie a questa grande famiglia che mi ha dato tanta forza e amore. Mi sono sottoposta a chemioterapia. Ho fatto 4 cicli, data di inizio settembre 20…., ho indossato la cuffia colma di ghiaccio in testa mezz’ora prima dell’inizio della somministrazione del farmaco e la toglievo mezz’ora dopo…ho fatto questo fino al terzo ciclo, dopo mi sono rifiutata di indossarma perché mi infastidiva ed ho iniziato a perdere i solo parzialmente i capelli. Il mio coraggio, la mia determinazione, la mia famiglia mi hanno supportato e accompagnato lungo la stada della guarigione. Nel mese di Dicembre ho fatto la PET la quale in modo del tutto sorprendente evidenziava un forte miglioramento. Mi sono detta il miracolo si è compiuto. Adesso, dopo ben 5 annida quell’evento i medici mi dichiarano guarita. Sono certa che Dio, nella Sua grande misericordia ha voluto che io vivessi, procreassi e abitassi ancora in questo mondo, che visto con profondità, mostra la grandezza della vita che è Sua vita e noi sue cellule perte integrante della Sua esistenza.

Letto 1942 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Dicembre 2013 15:35
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