Lunedì, 18 Novembre 2013

Cesare

Cesare

Mi chiamo Cesare ed ho 42 anni, vorrei, attraverso queste poche righe testimoniare la mia personale esperienza di malattia vissuta negli scorsi anni. Tutto ebbe inizio nel dicembre del 2009 quando scoprivo, quasi casualmente, di avere probabilmente un linfoma; preoccupato ed allarmato, seguendo il luogo comune secondo il quale per ottenere cure adeguate e buona assistenza bisogna andare al nord, decidevo di recarmi a Milano, presso l’Ospedale Niguarda, per effettuare tutti gli accertamenti necessari, esami che, purtroppo, portarono alla infausta diagnosi di “Linfoma di Hodgkin”. Presa contezza della realtà ed avendo compreso la difficoltà e la complessità del quadro clinico, mi determinavo ad iniziare, tempestivamente, la terapia, seguendo il protocollo di cura, terapia, tuttavia, che inizialmente non portò al risultato sperato ed auspicato dallo staff medico, giacché, ultimato il protocollo ABVD, non interveniva la remissione della malattia, imponendo, quindi, la necessità di passare ad un altro tipo di trattamento medico, ovvero l’IGEV. Oggi, sebbene il percorso sia stato duro e difficile, ringrazio proprio quel primo ricovero che mi consentiva di venire a conoscenza del Reparto di Ematologia degli OO.RR. di Reggio Calabria, infatti, proprio in quell’occasione, nel contesto di una conversazione avuta con il mio compagno di stanza, quest’ultimo, relativamente ai vari centri di cura che si trovano in Italia, mi informava che un giornale aveva pubblicato su internet uno studio sui migliori centri per le malattie oncologiche; di fatto, incuriosito consultavo il sito di interesse e, con grande stupore appresi che il Reparto di Ematologia degli OO.RR. di Reggio Calabria veniva considerato un centro di eccellenza, ovvero uno dei migliori in Italia, giacché vantava un numero di guarigioni decisamente superiore rispetto a quello registrato presso il centro in cui mi trovavo ricoverato. Immediatamente, mi rendevo conto che anch’io, probabilmente intimorito dalla situazione e suggestionato da scelte altrui, ero incappato nell’errore, ritenendo che, in situazioni particolari come quella da me vissuta in quel momento, la professionalità medica e la possibilità di guarigione, potesse essere garantita solo da strutture ospedaliere sedenti nel nord Italia. Per tali motivi e sulla scorta, quindi, delle incoraggianti notizie che avevo appreso da più fonti, decisi di proseguire le cure presso gli OO.RR. di Reggio Calabria; in tale contesto, oltre ad avere avuto la possibilità di constatare la professionalità, la sensibilità ed il senso di umanità di ogni medico ivi impegnato, ho avuto modo di conoscere una persona speciale che, sin dall’inizio, con le sue parole misurate ed al contempo decise e chiare, la sua dolcezza ed il suo sguardo rassicurante, mi facevano comprendere di aver fatto la scelta giusta, in quanto ogni dì, unitamente alla mia “dose di terapia farmacologica”, ricevevo da ognuno di essi la giusta dose di incoraggiamento, di sensibilità e di affetto, che ogni malato ha, ancorché il diritto, il bisogno di avere in momenti a dir poco bui e tristi. E’ per tali motivi che non posso, con grande rammarico, non rilevare, che spesso tutto il sacrificio speso da queste persone “speciali” viene poi vanificato dalla burocrazia interna, dalle restrizioni del momento e da coloro i quali non investono sufficienti risorse per il buon prosieguo della struttura stessa. Detto ciò, mi auguro che qualcuno comprenda, in tempi brevi, l’importanza della presenza di detta struttura che ormai va considerata una grande risorsa, da difendere a valorizzare ad ogni costo, in quanto nata e cresciuta nel tempo grazie alla professionalità ed alla umanità profusa da ogni elemento facente capo alla stessa. Concludo testimoniando che, in virtù della grande professionalità dei medici, della efficienza in ogni suo aspetto del Reparto stesso e grazie ad una lunga terapia, oggi posso confermare di avere raggiunto il “traguardo” insperato della guarigione; ed infine, sento il dovere e la necessità di rammentare a tutti che all’ammalato spesso non bastano solo le cure farmacologiche, in quanto trovare le persone idonee, che diano la giusta spinta emotiva infondendo fiducia ed affetto, risulta indispensabile per affrontare il corso della malattia, di frequente tortuoso, difficoltoso e doloroso. Io quelle persone con le quali ho compiuto il percorso insidioso e duro della malattia e della terapia, le ho incontrate e, sebbene ognuna di esse ha contribuito ed agevolato la mia guarigione, mi sento di ringraziarne una in particolare, per la forza che è riuscita a trasmettermi nei momenti di difficoltà, un farmaco quest’ultimo che, purtroppo, non sempre si trova nei centri di eccellenza, ma solo nella sensibilità di pochi. Grazie dottoressa STELITANO…. grazie Caterina, grazie a tutti voi che, quotidianamente, con il vostro sacrificio, con la vostra professionalità e con il vostro amore, permettete a noi di beneficiare di un centro di eccellenza di cui essere orgogliosi. Un fraterno abbraccio Cesare

Letto 2411 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Dicembre 2013 12:15
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