Lunedì, 18 Novembre 2013

Andrea

Andrea

Eccomi, sono uno dei tantissimi pazienti del Reparto di Ematologia degli OO.RR. di Reggio Calabria. La mia storia comincia agli inizi del 2009: avevo da poco compiuto 43 anni e dopo i una semplice tonsillite che mi procurava fastidio specialmente nel deglutire mi accorgo di un rigonfiamento latero-cervicale destro, considerato da molti un malessere normale; dopo una scrupolosa e perseverante serie di indagini arriva la diagnosi: Linfoma di Hodgkin. E’ superfluo descrivere le sensazioni provate in quei momenti, al solo nome di Linfoma si scatena in me panico e paura e mi ritrovo subito in un tunnel buio, lungo e tortuoso. Quel giorno, consapevole del mio “smarrimento”, immediatamente il dottor Martino Bruno mi accompagna e mi fa conoscere l’ematologa che mi avrebbe seguito in tutto il percorso: è la dottoressa Caterina Stelitano, un’ ematologa che mi illustra la situazione in modo chiaro ed esaustivo trasmettendomi allo stesso tempo fiducia. Dopo tutti i preliminari non vedo l’ora di cominciare la terapia prevista. Vengo “randomizzato” ed aderisco così al protocollo standard previsto per questa tipo di patologia al secondo stadio. Il trattamento comincia il 13/3/2009 e con cadenza quindicinale mi sottopongo a 4 cicli di chemioterapia denominata ABVD. Alle sedute di chemioterapia si alternano costantemente prelievi ematici, PET, TAC e quanto altro sia necessario. Durante tutto il trattamento ho avuto sempre accanto a me un’assistenza eccellente da parte di tutta l’equipe medica e paramedica, disponibile alle mie richieste e a quelle di tutti gli altri pazienti. Con il passare del tempo ho avuto modo di conoscere la dottoressa Stelitano, persona eccezionale, equilibrata le cui peculiarità sono grande professionalità, serietà, umanità e spiccato senso di umiltà. Un ruolo dominante lo hanno avuto anche i volontari dell’AIL: le battute di Antonio il cui scopo era anche quello di farci sorridere nei momenti cupi, le indicazioni di Monica, lo sguardo rasserenante della mia amica Elisa. Alla fine dei cicli di chemioterapia vengo sottoposto a 14 sedute radioterapia come previsto dal protocollo e il 14/8/2009 sono finalmente fuori, finisce per me il trattamento, ma adesso comincia l’ansia e la preoccupazione. Infatti mi sentivo più protetto durante la terapia , ora è il mio organismo che deve reagire! Ad ogni controllo o esame vado in tilt e prevale l’angoscia ma trascorrono i mesi, gli anni ed adesso siamo nel 2013… Il percorso è stato difficile, spesso l’angoscia ha preso il sopravvento ma bisogna sempre lottare mai lasciarsi andare. Ho combattuto, portando le ferite con le relative conseguenze e non so se vincerò la guerra ma sicuramente fino ad ora ho vinto tutte le battaglie! Ho sempre confidato in 2 cose: in “Colui che Tutto Può” e nella Scienza!! Grazie.!! Grazie per essere stato fortunato e grazie per aver incontrato un’ematologa che mi ha curato, seguito e condotto letteralmente per mano in questa mia terribile esperienza.

Andrea Gatto

 

Letto 2301 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Dicembre 2013 12:14
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