Lunedì, 18 Novembre 2013

Don Benedetto

Don Benedetto

(omissis)

……………possono esserci si momenti di sconforto, ma passeggeri, così come li ho vissuti anch’io. Noi si è ottimisti: confidiamo in Dio, ci affidiamo a Lui, ci fidiamo di Lui ! Lui è la nostra forza.
D’altronde l’ottimismo è già di per sé una terapia, forse la più importante. Altra cura è la propria casa. Quanto è bello ritornare a casa, come si desidera la propria casa, quale sospiro di sollievo come si rientra in casa. Una volta anche per me, è stato così.

Ora non più !
Io considero la mia casa l’ospedale. Sono contento quando vengo ricoverato. E ogni volta che per qualsiasi motivo entro in ospedale, sono solito dire : “ Oh, mi sembra di essere a casa “.

Ma perché ?
Ecco, l’ospedale mi permette di conoscere l’uomo nella sua verità. Assai spesso, l’uomo, nella sua vita relazionale è una maschera. In ospedale, la maschera si dissolve e l’uomo appare nella sua cruda verità: lo vedi limitato, impotente, debole. A volte piange, a volte geme, a volte urla, a volte impreca, a volte si ribella, a volte prega, supplica e offre i suoi dolori.

E così i degenti diventano miei fratelli nella verità, e mi sento a mio agio, perché anch’io sono come loro, uno di loro. E presto si crea quel clima di affetto che continua anche dopo. Ci si continua a vedere, o a scriversi o a telefonarsi. Quante mie amicizie sono nate in ospedale e sono le più durature.

L’ospedale è una scuola di umanità, la migliore di qualsiasi altra scuola. Io quando entro in ospedale mi sembra di ritornare in classe, dove i banchi sono sostituiti dai letti, e dove gli insegnanti sono gli stessi ammalati. Lì è l’uomo che insegna all’uomo, attraverso la sofferenza.

Oh, se anche il personale medico e paramedico comprendesse ciò ! Gli ospedali si trasformerebbero allora in strutture di umanità…………………………………..


Don Benedetto

Letto 1381 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Dicembre 2013 19:11
Altro in questa categoria: « Filomena Giovanni »