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    SPERANZA ALLA VITA
    E FIDUCIA ALLA RICERCA

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    SPERANZA ALLA VITA
    E FIDUCIA ALLA RICERCA

Eventi

  • 4° INCONTRO NUTRIZIONALE E LINFOTOUR
    Sabato, 04 Maggio 2019 09:17 in Eventi
  • 2° Corso di Formazione Volontari Linfovita
    Martedì, 23 Aprile 2019 09:08 in Eventi
  • 3° INCONTRO di EDUCAZIONE ALIMENTARE
    3° INCONTRO di EDUCAZIONE ALIMENTARE

    Un altro successo per l'associazione LINFOVITA! L'incontro organizzato con i nutrizionisti d.ssa Valeria Lagana' e dott Vincenzo Sofia, anche questa volta ha catturato l'interesse dei presenti trattando un argomento di forte attualità: l'educazione alimentare comincia dalla spesa!

    Tanti i consigli e i suggerimenti forniti dagli esperti per evitare di commettere errori al momento degli acquisti.

    Grazie allo staff del Bar San Francesco per l'ospitalità e la bontà del buffet!

    E naturalmente il maggior ringraziamento va alla nostra dottoressa Caterina Stelitano,a Mimmo Plutino e a tutti i Linfomatti che hanno contribuito all'organizzazione dell'evento!!!

    Domenica, 31 Marzo 2019 16:12 in Eventi
  • INCONTRI SUL TERRITORIO - CASIGNANA E GERACE
    INCONTRI SUL TERRITORIO - CASIGNANA E GERACE

     

     

    Nell'incantevole cornice del parco archeologico della Villa Romana di Casignana si è svolto il secondo appuntamento del progetto LINFOTOUR: INCONTRI SUL TERRITORIO. L'area archeologica,tra le più importanti dell'Italia meridionale,ha affascinato i visitatori con i suoi preziosi mosaici,i marmi colorati e i resti di imponenti costruzioni risalenti all'epoca romana.

    Nel pomeriggio il gruppo ha fatto tappa nella cittadina di Gerace, visitando uno dei borghi medievali più belli d'Italia, con le sue chiese i palazzi storici e con un panorama mozzafiato sulla locride. In perfetta sintonia con la bellezza dei luoghi,il piacere di stare insieme e condividere momenti di leggerezza e spensieratezza, si è rivelato ancora una volta il fattore di successo di queste giornate.

    Tutti insieme per condividere ed esplorare la nuova terapia del linfoviaggio

     

    Dicono di noi:

    http://www.strettoweb.com/2019/03/reggio-calabria-secondo-appuntamento-progetto-linfotour-incontri-territorio/820980/

    https://www.strill.it/citta/reggio/2019/03/secondo-appuntamento-del-progetto-linfotour-incontri-sul-territorio-rc/

    http://www.newslocker.com/it-it/regione/reggio-calabria/reggio-calabria-secondo-appuntamento-del-progetto-linfotour-incontri-sul-territorio-stretto-web/

    http://www.calabrianews24.it/reggio-calabria-linfovita-secondo-appuntamento-del-progetto-linfotour-incontri-sul-territorio/

    http://ildispaccio.it/reggio-calabria/207413-secondo-appuntamento-del-progetto-linfotour-incontri-sul-territorio-nel-reggino

     

    Lunedì, 25 Marzo 2019 21:48 in Eventi
  • LINFOVITA PRESENTE ALLA QUARTA EDIZ. PREMIO VALERIOTI IMPASTATO
    LINFOVITA PRESENTE ALLA QUARTA EDIZ. PREMIO VALERIOTI IMPASTATO

    Linfovita presente alla QUARTA EDIZ. PREMIO VALERIOTI IMPASTATO – IST. SUPERIORE R. PIRIA - ROSARNO (RC) 08/03/2019

     Venerdì 8 marzo 2019 nell’auditorium del Liceo si è svolta la cerimonia celebrativa del Premio Valarioti-Impastato 2019, giunto alla quarta edizione, presenti i familiari di Giuseppe Valarioti, il nipote Antonio Bottiglieri e Giovanni Impastato , fratello di Peppino, Presidenti del Premio.

    Il Comitato scientifico, presieduto dal prof. Mario Bruno Belsito e la commissione costituita da Giovanni Impastato, Antonio Bottiglieri, Mariarosaria Russo, Francesca Corso, Vera Violi, Eleonora Contartese ,Grace D’Agata, Mattia Milea (che cura i rapporti con l’estero),hanno deliberato di assegnare il Premio Valarioti-Impastato 2019 alle personalità di seguito indicate : Nicholas Green(alla memoria), Salvatore Borsellino, attivista riguardo al contrasto alla criminalità organizzata e promotore del “Movimento delle Agende Rosse”, Peppino Costanza (sopravvissuto alla strage di Capaci), Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Vincenzo Amendola ,Generale della GdF, Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia, Sandro Ruotolo, Giornalista sotto scorta, Michele Albanese, giornalista sotto scorta ,Il Liceo “Santi Savarino” di Partinico ,Merilia Ciconte, scrittrice.

    L’Associazione Linfovita Onlus, rappresentata da Mimmo Plutino,  è stata chiamata a partecipare alla consegna del premio a Reginald Green,e  a sorpresa ha incontrato  Maria Pia Pedalà , che 25 anni fa ha ricevuto il fegato donato dal figlio Nicholas.

    Lunedì, 11 Marzo 2019 20:18 in Eventi
  • 2° INCONTRO di EDUCAZIONE ALIMENTARE
    2° INCONTRO di EDUCAZIONE ALIMENTARE

    I Percorsi Nutrizionali di Linfovita

    Responsabile Dr.ssa Caterina Stelitano - Ematologo U.O.C Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino- Morelli di Reggio Calabria

     

    Progetto di Educazione Alimentare

    Alimenta la tua salute: “Fa che il cibo sia la tua medicina”

     

    A cura dei Biologi Nutrizionisti

    Dr.ssa Valeria Laganà - Dr. Vincenzo Sofia

      2 ° incontro

    Continuano gli incontri nutrizionali di Linfovita nell’ambito del Progetto: “Alimenta la tua salute. Fa che il cibo sia la tua medicina”  ideato e proposto dai Biologi Nutrizionisti  Dr.ssa Valeria Laganà e Dr. Vincenzo Sofia e dalla Dr.ssa Caterina Stelitano -  Ematologo e Fondatrice dell’Associazione.

    Il secondo incontro, svoltosi giorno 23 febbraio 2019 presso l’aula Spinelli del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria  intitolato  “ Contaminazione dei cibi e rischi di compromissione della patologia. Accorgimenti igienico-sanitari nella scelta, conservazione e manipolazione degli alimenti” ha messo in evidenza l’aspetto igienico-sanitario degli alimenti quale elemento correlato ad una migliore gestione della patologia onco-ematologica.

    L’incontro si è aperto con i saluti della Dottoressa Caterina Stelitano e con l’intervento del nuovo Presidente - Responsabile della sezione di Reggio Calabria Sig. Domenico Plutino i quali hanno puntualizzato le attività presenti e future dell’Associazione Linfovita nonché con i saluti del Dr. Bruno Martino Direttore della U.O di Ematologia – Grande Ospedale BMM di Reggio Calabria.

    Nella prima parte dell’incontro il Dr. Vincenzo Sofia - Biologo Nutrizionista ha relazionato sulla correlazione esistente tra cibi contaminati e alterati e l’aumento della probabilità di contrarre un’ infezione la quale può divenire complicanza di una patologia preesistente come è quella onco-ematologica.

    Ha inoltre evidenziato le misure precauzionali da attuare al fine di ridurre il rischio di contaminazione biologica da cibo soffermandosi in particolar modo sull’applicazione di regimi dietetici controllati quale la dieta Neutropenica.

    A tal proposito è seguito l’intervento del Direttore Dr. Bruno Martino che ha sottolineato come gli aspetti igienico-sanitari trovano riscontro nella quotidianità di un paziente onco-ematologico,  descrivendo le modalità di contenimento che vengono attuate nel reparto a sostegno del paziente e delle terapie oncologiche effettuate.

    La seconda parte dell’incontro, che avuto come relatrice la Dr.ssa Valeria Laganà - Biologo Nutrizionista  ha  riguardato l’applicazione di  norme ed accorgimenti pratici che il singolo individuo o chi si occupa della gestione di un soggetto immunodepresso deve  effettuare ai fini preventivi e di eliminazione di possibili fonti contaminate.

    Sono stati elencati i tipi di microrganismi incriminati ed  individuate le fasi che richiedono una maggiore attenzione da parte del consumatore (acquisto dei cibi, preparazione, conservazione e consumo).

    Numerose sono state le domande ed attiva la partecipazione dei presenti.

    Al termine dell’incontro è stato consegnato uno snack della salute a base di frutta secca e disidratata, dall’alto valore nutritivo, elaborato dai nutrizionisti e realizzato  dal negozio Essenzialmente con sede nel territorio di Reggio Calabria.

     

     Reggio Calabria 25 /02/2019

     

    Dr. Vincenzo Sofia    - Dr.ssa Valeria Laganà

     

    Troverà di seguito un questionario di indagine sulle conoscenze degli effetti nutrizionali nelle patologie oncoematologiche ed oncologiche. 
    Compilandolo in modalità anonima, nel rispetto della sua privacy, ci aiuterà a comprendere meglio quali sono le problematiche nutrizionali che emergono durante il percorso della malattia e come poter intervenire con strategie nutrizionali tempestive e personalizzate che possano ridurre gli effetti collaterali derivanti dalle terapie potenziandone quelli benefici e quindi migliorandone lo stato di salute e la qualità della sua vita.

    Questionario : ”Alimenta la tua salute. Fa che il cibo sia la tua medicina”

    Grazie della sua cortese collaborazione 

     

    Martedì, 05 Febbraio 2019 19:07 in Eventi
  • I PERCORSI NUTRIZIONALI DI LINFOVITA: PRIMO INCONTRO
    I PERCORSI NUTRIZIONALI DI LINFOVITA: PRIMO INCONTRO

    Giorno 12 gennaio 2019 a Reggio Calabria hanno preso il via i percorsi nutrizionali di Linfovita nell’ambito del Progetto: “Alimenta la tua salute. Fa che il cibo sia la tua medicina” nato da un’idea dei Biologi Nutrizionisti Dr.ssa Valeria Laganà e Dr. Vincenzo Sofia in collaborazione con la Dr.ssa Caterina Stelitano ematologo e fondatrice dell’Associazione, fortemente attenta ed interessata alle problematiche nutrizionali avanzate dai pazienti.

    Scopo del progetto è quello di fornire corrette informazioni nutrizionali, orientamento e linee guida ai malati di linfoma e a tutte le figure che si occupano della loro cura per assicurare loro un corretto approccio nutrizionale ed una scelta consapevole di tutti gli elementi nutritivi che hanno effetti positivi sull’iter patologico e terapeutico.

    Il primo incontro dal titolo “La nutrizione personalizzata quale diritto fondamentale del paziente oncoematologico” ha focalizzato l’attenzione sul concetto di nutrizione sia sotto l’aspetto scientifico - terapeutico che legislativo.

    I Biologi nutrizionisti, a tal proposito, hanno evidenziato come non è sufficiente alimentarsi introducendo semplicemente il cibo ma è importante conoscere come nutrirsi cioè selezionare e quantificare i micro e macronutrienti indispensabili ad un appropriato fabbisogno energetico, quest’ultimo necessario per un approccio migliore alle terapie.

    Si è evidenziata la stretta connessione esistente tra la corretta nutrizione e le patologie oncoematologiche richiamando la legislazione che sancisce e regolamenta quali sono i diritti nutrizionali del paziente oncologico, quali sono le figure di riferimento deputate alla sua gestione nutrizionale e come esse debbano agire in sinergia con tutta l’equipe medica - paramedica che segue il malato.

    L’incontro si è concluso con un’apericena intitolato “Apericena della salute” ideato dai nutrizionisti  e strutturato con pietanze  a base di Bergamotto agrume tipico del territorio dalle potenzialità salutari.

    Hanno collaborato alla realizzazione delle pietanze dolci e salate il ristorante Windy Hill e la Pasticceria il Bergamotto attive sul territorio Reggino.

    A tal proposito troverà di seguito un questionario di indagine sulle conoscenze degli effetti nutrizionali nelle patologie oncoematologiche ed oncologiche.
    Compilandolo in modalità anonima, nel rispetto della sua privacy, ci aiuterà a comprendere meglio quali sono le problematiche nutrizionali che emergono durante il percorso della malattia e come poter intervenire con strategie nutrizionali tempestive e personalizzate che possano ridurre gli effetti collaterali derivanti dalle terapie potenziandone quelli benefici e quindi migliorandone lo stato di salute e la qualità della sua vita.

    Questionario : ”Alimenta la tua salute. Fa che il cibo sia la tua medicina”

     

    Grazie della sua cortese collaborazione
    I responsabili del progetto
    Dr.ssa Caterina Stelitano Ematologo
    Biologi Nutrizionisti Dr.ssa Valeria Laganà – Dr. Vincenzo Sofia

     

    Venerdì, 04 Gennaio 2019 11:22 in Eventi

News

  • IL PRELIEVO VENOSO
    IL PRELIEVO VENOSO

    IL PRELIEVO VENOSO

     Che cosa è

     

    Il prelievo di sangue venoso è una procedura che consiste nell’acquisire un campione di sangue venoso, preferibilmente al mattino ed a digiuno in modo da ridurre la variabilità biologica.

    Di solito si preleva sangue venoso dalle vene dell’avambraccio, viene effettuato dall’infermiere previa prescrizione medica e la quantità di sangue da prelevare varia in base agli esami ematochimici che si vogliono ottenere.

     

      Indicazioni

    Lo scopo del prelievo venoso è quello di indagare sullo stato di salute del paziente.

    Il campione (o i campioni) viene inviato poi in laboratorio analisi per valutarne la composizione e i fattori che indicano problemi, patologie oppure anche per un semplice controllo post-terapia ed il cui esito poi sarà  visionato nel complesso dal medico che ha prescritto gli esami.

     

    Cosa si usa

    Per la venipuntura è preferibile usare aghi di calibro pari a 20 o 21G “gauge”, riservando l'utilizzo di aghi di calibro inferiore a prelievi su vene piccole o particolarmente fragili. L’utilizzo di un ago di diametro inferiore a 23 (G), può indurre emolisi e modeste variazioni di alcune analisi comuni.

    L’infermiere per fare il prelievo usa aghi dedicati, anche disponibili con dispositivo di protezione integrato e l’adattatore luer che garantiscono la sicurezza della procedura.

     

     Complicanze del prelievo venoso

    • Gonfiore
    • Piccole lesioni
    • Ematoma
    • Infezione nel punto del prelievo
    • Vertigine o sincope neurogena.

     

    Controindicazioni

    • Fistola arterovenosa
    • Radioterapia locale
    • Linfedema
    • Circolazione sanguigna compromessa

     

     

    Scritto da Carmelo Leuzzo – Infermiere Divisione di Ematologia “Grande Ospedale Metropolitano” di Reggio Calabria

     

    Altri articoli di CARMELO LEUZZO:

    https://www.linfovita.it/component/k2/item/426-catetere-venoso-centrale-picc.html

     

     

    Venerdì, 01 Marzo 2019 18:22 in News
  • ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI
    ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI

    ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI

     

    Ricordo ancora il lontano gennaio 2009, epoca in cui venivo a contatto con un mondo per me nuovo ma che ho sempre sognato di vivere… l’ospedale!!! Era un sogno realizzato quello di indossare il camice bianco ma non potevo lontanamente immaginare cosa avrebbe significato per me non “lavorare come” ma “essere” una Data Manager. Son trascorsi 10 anni da quando incontrai per la prima volta, con tanta timidezza, la Dr.ssa Stelitano che contribuì a farmi conoscere, a studiare quello che per tanti è considerato un nemico da sconfiggere immediatamente con accanimento, per altri è un’occasione di lotta, altri lo considerano quasi un compagno di strada.

    Si, cari lettori, mi riferisco proprio al Linfoma.

    Questo è stato l’inizio di un percorso professionale che, tra alti e bassi, mi ha fatta crescere sia culturalmente che umanamente.

    Senza ombra di dubbio, i protocolli sono stati i miei compagni in questo percorso ma tutto vissuto come servizio nell’intento di favorire la ricerca seminando speranza in tanti cuori sofferenti. Ma quando scopri che hai anche l’opportunità di entrare a contatto, di vedere con i tuoi occhi il mondo della sofferenza, capisci che hai ricevuto un grande privilegio.

    Si, perché per me essere Data Manager non è aggiornare sistemi informatici, fare contabilità o altro ma riuscire a penetrare i dati apparentemente numerici comprendendo che nascondono le storie di tanti fratelli che si sono ritrovati, non per scelta, protagonisti di una battaglia davvero importante, la lotta per la vita.

    Alla luce di ciò vedo il Linfoma, forse andando controcorrente, come un’occasione di vita, oserei dire di amore alla vita.

     

    a cura della Dott.ssa Elisa Montechiarello

    U.O. Ematologia

    Venerdì, 08 Febbraio 2019 12:54 in News
  • GAMMOPATIE MONOCLONALI MGUS
    GAMMOPATIE MONOCLONALI MGUS

    Gammopatie monoclonali MGUS

    La Gammopatia Monoclonale (MGUS) è un disordine linfoproliferativo caratterizzato dalla proliferazione di un clone plasmacellulare con secrezione nel plasma di componente M. E’ una condizione patologica asintomatica e non richiede alcun trattamento.

    Si riscontra prevalentemente nell’adulto con una prevalenza del sesso maschile. L’incidenza aumenta con l’età. I dati attuali indicano una incidenza di circa il 5% della popolazione.

    La progressione della malattia verso altre patologie è di circa 1% per anno. Ciò è correlato dalle caratteristiche biologico-molecolari che stratificano i pazienti in diverse fasce di rischio.

     

     

                                            

    Si distinguono in base alle immunoglobuline coinvolte I seguenti tipi di MGUS con una diversa prevalenza:

    • IgG
    • IgA
    • IgM
    • IgD
    • Biclonali
    • Con produzione esclusiva di catene leggere

             

    Oltre le MGUS altre condizioni patologiche presentano una CM:

    • MGUS
    • Mieloma Multiplo
    • Linfomi Non Hodgkin
    • Smouldering Mieloma
    • Plasmocitoma solitario
    • Leucemia Linfoide Cronica
    • Macroglobulinemia di Waldenstrom
    • Disordini Linfoproliferativi rari (sindrome di POEMS, crioglobulinemia, malattia da deposizione catene leggere

    Diagnostica delle MGUS

    Esami da eseguire:

    • Emocromo
    • Elettroforesi delle proteine sieriche
    • Dosaggio IgG-IgA-IgM
    • Proteinuria 24 h
    • Immunofissazione sierica/urinaria
    • Proteinuria Bence-Jones: determinazione quantitativa
    • Creatinina, azotemia, Calcemia, VES, B2- microglobulina
    • Radiografia dello scheletro in toto
    • Aspirato midollare e biopsia ossea
    • Biopsia del grasso periombelicale
    • Catene leggere libere sieriche (FLC)

    Per la diagnosi di MGUS sono necessari tutti i seguenti criteri:

    • Componente monoclonale sierica < 3 g/dl
    • Plasmacellule midollari clonali < 10%
    • Assenza di danni d’organo (NO CRAB: ipercalcemia, insufficienza renale, anemia, lesioni ossee) attribuibili al disordine proliferativo plasmacellulare

     

    Il rischio di trasformazione è del 1% ed è diverso a seconda del tipo di CM. Per esempio le MGUS IgG ed IgA evolvono verso un Mieloma, le MGUS IgM verso un Linfoma Linfoplasmocitico e le forme a catene leggere verso un Mieloma micromolecolare.

    Le forme con maggiore evolutività sono le MGUS non IgM ed in particolare le forme IgA.

    Esiste comunque oggi la possibilità di stratificare i pazienti in diverse fasce di rischio con i seguenti parametri:

    • CM > 1,5 g/dl
    • Isotipo non IgG: IgA-IgM hanno rischio evolutivo maggiore di IgG
    • Rapporto FLC alterato

     

                  

     

    I pazienti con MGUS non necessitano di alcuna terapia specifica per cui dopo la diagnosi e completamento delle indagini di stadiazione rientrano in un programma di follow-up. Infatti rimangono patologie che devono essere semplicemente osservate per vedere il momento in cui questi pazienti progrediscono  e quindi necessitano di trattamento.

    Ulteriori studi di tipo biologico-molecolare sono necessari per meglio conoscere  aspetti genetici di queste  patologie e consentire di individuare eventuali pazienti a maggior rischio che potranno avvantaggiarsi di un trattamento più precoce e prevenire la loro trasformazione.

     

     Dott.ssa Caterina Stelitano

    Domenica, 03 Febbraio 2019 20:15 in News
  • CATETERE VENOSO CENTRALE PICC
    CATETERE VENOSO CENTRALE PICC

    Catetere Venoso Centrale PICC

     Che cos’è

     Il Catetere Venoso Centrale PICC (acronimo di "Peripherally Inserted Central Catheter”) è un tipo di  catetere centrale esterno, non tunnellizzato, costruito con materiale biocompatibile ad inserimento periferico ecoguidato, a medio / lungo termine.

    Ciò significa che, in base al suo utilizzo (sia continuo che discontinuo, sia intra che extra ospedaliero),  il  catetere può rimanere in sede per un periodo che va da 7 giorni a 12 mesi.

     A che cosa serve

     Il  PICC consente tutti gli utilizzi dei CVC “classici” (es. Groshong, Hickman, Broviac, Midline, Port-a cath) come la somministrazione di chemioterapia (es. in caso di utilizzo di farmaci vescicanti o irritanti per le pareti dei vasi), terapia antibiotica, nutrizione parenterale totale, misurazione della PVC, infusione di soluzioni ipertoniche).

    Prima di procedere all’impianto bisogna:

    • valutare l’idoneità del paziente in quanto non tutti i soggetti presentano l’indicazione per il PICC per problemi vascolari o muscolo-scheletrici che possono impedire il successo dell’impianto,
    • informare riguardo la procedura che si andrà ad effettuare e per ultimo assicurarsi che il paziente abbia firmato il consenso informato.

     

    Subito dopo l’impianto del catetere va eseguita una medicazione con garza e cerotto, da rinnovare dopo 24-48 ore (medicazione precoce) previo un accurato lavaggio delle mani e l’utilizzo di guanti sterili. Per le medicazioni successive di solito è preferibile utilizzare una medicazione semipermeabile trasparente, da rinnovare ogni 7 giorni.

    Nel caso si verifica un sanguinamento del sito di inserimento oppure una fuoriuscita di siero la medicazione va effettuata con garza e cerotto (da rinnovare ogni 24-48 ore oppure quando è umida, sporca o  non è più aderente).

    Le complicanze post-impianto

    Le complicazioni dei PICC possono essere di tipo occlusivo (es. occlusione del CVC da trombo o farmaci), flebitico e infettive.

    Benefici:

    una maggior sicurezza nella somministrazione dei farmaci antiblastici;

    una notevole riduzione delle venipunture ripetute ai pazienti;

    la conseguente riduzione di lesioni cutanee e di flebiti superficiali;

    la riduzione di flebiti chimiche da farmaco;

    la riduzione dei disagi causati al paziente.

     

    A cura di Carmelo Leuzzo -  infermiere professionale presso  U.O.C. di Ematologia dell'Azienda"Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria

     

    Altri articoli di CARMELO LEUZZO:

    https://linfovita.it/component/k2/item/432-il-prelievo-venoso.html

    Lunedì, 28 Gennaio 2019 19:08 in News
  • Immunoterapia avanzata nella cura dei Linfomi: gli Anticorpi Monoclonali Bispecifici
    Immunoterapia avanzata nella cura dei Linfomi: gli Anticorpi Monoclonali Bispecifici

    Immunoterapia avanzata nella cura dei Linfomi: gli Anticorpi Monoclonali Bispecifici

    Negli corso degli ultimi 15-20 anni abbiamo avuto la fortuna di assistere a significativi progressi nella comprensione della patofisiologia di molte malattie ematologiche, in particolare nel settore dei linfomi  con sviluppo ed utilizzo di nuove terapie efficaci, sicure e con minori effetti tossici.

    Le conoscenze biologiche delle malattie, infatti,  hanno consentito di sviluppare tecniche diagnostiche più avanzate e terapie mirate fornendo cosi oggi valide opzioni terapeutiche anche per quelle patologie per le quali in passato si poteva offrire poco.

    Si sta passando dall’era della radio-chemioterapia alla target e immunoterapia che rappresentano i protagonisti principali  del mondo ematologico terapeutico attuale.

    Nel settore immunologico dopo la svolta decisiva del 1997 con l’introduzione del Rituximab che  ha mostrato significativa efficacia sia da solo sia che  in combinazione con altri farmaci, oggi altri importanti e significativi passi avanti sono stati effettuati con l’immunoterapia,  che  si è evoluta sviluppando nuovi tipi di anticorpi monoclonali come i Bispecifici.

    Al recente congresso dell’ American Society Hematology di San Diego, svoltosi nel dicembre  2018, sono stati presentati i dati preliminari di questi anticorpi utilizzati nei linfomi a cellule B che hanno suscitato particolare interesse in termini di efficacia e sicurezza.

    L’ anticorpo  bispecifico è un anticorpo che lega contemporaneamente la cellula tumorale tramite gli antigeni presenti sulla superfice delle cellule tumorale come il CD20  ed i linfociti T del paziente, in questa maniera la cellula tumorale viene avvicinata ai linfociti T che provvedono a distruggerla.

    In pratica l’ anticopo Bispecifico fa da “ponte”  tra la cellula tumorale che deve essere distrutta ed i T linfociti che devono distruggerla.

    I linfociti T sono le cellule del sistema immunitario deputate alla difesa ma la loro funzione può essere bloccata dal tumore, la ricerca ha cercato di superare questa difficoltà con lo sviluppo di nuovi farmaci tra cui gli anticorpi bispecifici 

    Questa nuova strategia rappresenta un avanzamento della ricerca ed apre nuove prospettive terapeutiche in maniera non solo innovativa ma anche affascinante poiché sono le difese del paziente che vengono stimolate e aiutate a combattere il tumore.

    La ricerca quindi sta avanzando velocemente e sono disponibili nuovi trattamenti per offrire ai pazienti nuove opportunità e speranze più concrete.

    Dott.ssa Caterina Stelitano

    Martedì, 15 Gennaio 2019 20:05 in News
  • Progetto Linfoshow
    Progetto Linfoshow

    PROGETTO LINFOSHOW

     Rinascere a nuova vita

     

    Introduzione

     LINFOVITA è un’associazione nata a Reggio Calabria da un’idea della dott.ssa Caterina Stelitano, condivisa con un suo ex-paziente nonchè ispiratore del logo, e che diventa realtà nel luglio 2013 quando essa stessa diventa paziente.

     Linfovita significa rinascere dopo la malattia e non solo - in senso più profondo e assoluto - significa rinascere a nuova vita.

     Già dal 1947 la World Health Organization (WHO) ha dato questa definizione di salute: “uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non un’assenza di malattia o infermità”.

     L’Associazione si propone quindi come obiettivo precipuo quello di promuovere iniziative a favore dei pazienti affetti da linfoma e dei loro familiari.

     Con questo spirito nasce il progetto LinfoShow.

    Chi vive la malattia, insieme ai propri familiari e ai propri amici, si trova in un momento particolare della propria esistenza, in uno stato di estrema sensibilità, vulnerabilità e fragilità causato da preoccupazioni, paure e sofferenza. Oggi è opinione sempre più consolidata che prendersi cura dei pazienti significa non solo aiutarli ad aggredire la malattia ma anche focalizzare l’attenzione sulla persona, garantendo sollievo e benefici nella sfera individuale ed esistenziale e facilitando così il percorso delle cure.

    LinfoShow è un modo di dare sollievo e aiutare a reagire al sovraccarico di emozioni, traumi e crisi esistenziali che derivano dalla malattia, dalle terapie e dal successivo percorso post-cura.

    Oltre al sostegno psicologico, anche altre attività come il teatro e la musica possono contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Infatti, in letteratura vengono riportate esperienze di questo tipo che registrano un incrementano del benessere fisico e spirituale del paziente.

    In quest’ottica nasce LinfoShow, un progetto che si propone l’obiettivo di aiutare coloro che si trovano ad affrontare la malattia, attraverso un’attività ricreativa che diventa così strumento di comunicazione, aiuto, stimolo e possibilità di espressione, per superare un periodo così difficile e alleviare la condizione di malato

    Scopo

    Il progetto LinfoShow vuole creare un ambiente che, durante la terapia, utilizzi determinati canali e che faccia emergere le qualità artistiche del paziente in modo che lo stesso condivida emotivamente l’impegno terapeutico.

    Lo scopo principale di LinfoShow non consiste nella ricerca di qualità artistiche del paziente né sono in ballo finalità didattiche. Lo scopo del progetto deve essere l’espressione artistica che permetta al paziente di esternare i propri vissuti emotivi, elaborando l’angoscia e allontanando le paure, facilitando e promuovendo la comunicazione, l’espressione e le relazioni, migliorando lo stato emotivo, permettendo di scoprire nuovi aspetti di sé e anche favorendo un cambiamento personale. L’intento è riabilitare le funzioni emotive dei pazienti in modo che si possa ottenere una migliore integrazione sociale e una migliore qualità della vita in tutte le fasi della malattia.

    Esistono ricerche che mostrano come le attività di Arteterapia sembrano avere effetti positivi sullo stress psicologico e spirituale, aiutando i pazienti a ricalibrare il senso di sé e le relazioni personali e interpersonali.

     L’arte ha valore per la sua capacità di perfezionare la mente e la sensibilità più che per i suoi prodotti finali” (Fred Gettings, 1966).

     In Giappone, su pazienti con tumori del sangue e del midollo osseo, sessioni di Arteterapia comprendenti disegno e collage, hanno comportato una diminuzione dei punteggi nella scala della depressione, dopo le sessioni, e una diminuzione della stanchezza, promuovendo l’espressione delle emozioni, dei desideri e delle speranze, nonché la comprensione della gravità della malattia (Ando, Imamurra, Kira e Nagasaka, 2013).

     Conclusioni

     LinfoShow si propone di portare la cultura e lo spettacolo in ambito medico a scopo terapeutico con la realizzazione di periodici programmi mirati e definiti che, con il coinvolgimento dei pazienti che diventano protagonisti, mirano ad alleviare gli stessi da preoccupazioni, creando così uno stato di benessere e armonia attraverso la condivisione e il sostegno comune.In questo progetto abbiamo voluto sottolineare l’importanza di

    Linfoshow come terapia non convenzionale. La terapia farmacologica ha il limite di curare il corpo ma non la mente, la sua azione mira a rallentare il decorso della patologia ma non restituisce il benessere psicologico al paziente.

    Oggetto di Linfoshow non è pertanto la malattia in sé, piuttosto ciò che dalla malattia deriva in termini di perdita di funzioni (fisiche, psichiche, sociali) e la conseguente emarginazione a cui la persona è condannata.

     I percorsi di Linfoshow non curano la patologia, non la valutano. L’individuo si sente trattato come una persona e non come un malato che deve seguire trattamenti riabilitativi, spesso molto frustranti.

     Lo spettacolo viene incontro come elemento di sostegno psicologico e come mezzo di aiuto per sorridere anche nella malattia, aiutando a stare meglio. Lo spettacolo allevia le sofferenze e diventa strumento di terapia.

     L’attività creativa richiede un impegno intellettivo e cognitivo legato all’immaginazione e all’ideazione del “prodotto artistico”. Così, nell’atto di creazione di ciascun individuo, l’arte nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito, e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo. L’arte può motivare tantissimo, poiché ci si riappropria, materialmente e simbolicamente, del diritto naturale di produrre un’impronta che nessun altro potrebbe lasciare e attraverso la quale esprimiamo la scintilla individuale della nostra umanità (da “Arteterapia in educazione e riabilitazione, Bernie Warren”).

     Curare significa ripristinare una condizione di armonia psico-fisica, se questa c’era, o costruirne una nuova, se non c’era.

     un viaggio verso la consapevolezza che parte dal dolore e raggiunge la calma ed il benessere interiore.

     

    Responsabili del progetto

    Dott.ssa Caterina Stelitano, Maria Francesca Gangemi, Matteo Zema, Sabrina Collura. Maria Rombo. Margherita Caracciolo.

    Sabato, 10 Marzo 2018 19:37 in News
  • Novità nella cura del Linfoma di Hodgkin (LH)
    Novità nella cura del Linfoma di Hodgkin (LH)

    Il Brentuximat Vedotin (BV) è un farmaco innovativo per la cura del Linfoma di Hodgkin.

    Non è chemioterapico ma un anticorpo monoclonale coniugato con una tossina citotossica. Fa parte delle nuove strategie terapeutiche. L’immunoterapia, infatti, rappresenta una nuova realtà per tutte le malattie ematologiche. Nel LH l’immunoterapia è possibile poiché le cellule tumorali, cioè le tipiche cellule del linfoma, le cellule di Reed-Stemberg, esprimono sulla superfice antigeni che possono essere bersagliati da anticorpi specifici in grado di legarsi ad essi. In particolare nel LH ci sono diversi antigeni di rilievo clinico tra cui il CD30 su cui si lega il il Brentuximab Vedotin.

     

    La disponibilità del BV ha rivoluzionato il trattamento del LH migliorando significativamente i risultati.

    Infatti solo il 70% dei pazienti raggiunge la guarigione con la chemioterapia mentre il rimanente 30% rappresenta per l’ematologo un grande problema. Di questi pazienti, recidivati/refrattari, solo alcuni con il trapianto possono essere ricondotti alla guarigione. Su questi pazienti invece il BV si è dimostrato efficace per indurre una risposta. Il suo utilizzo consente di ottenere ottimi risultati anche in pazienti recidivati dopo trapianto. Per tale motivo, entrato nella pratica clinica, è oggi impiegato in associazione alla chemioterapia ed anche in monoterapia.

     

    Come interviene agisce il farmaco?

    Il Brentuximab Vedotin agisce, quindi, legandosi al CD30 trascinando all’interno della cellula una potente tossina che libera all’interno della cellula uccidendola. Per tale motivo è definito non solo un farmaco intelligente ma anche geniale poiché libera la tossina solo quando è all’interno della cellula linfomatosa.

    Questo anticorpo monoclonale insieme ad altri nuovi agenti rappresentano oggi le nuovi armi terapeutiche per la cura del linfoma di Hodgkin.

    Venerdì, 31 Marzo 2017 10:48 in News

Rassegna Stampa