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  • IL PRELIEVO VENOSO
    IL PRELIEVO VENOSO

    IL PRELIEVO VENOSO

     Che cosa è

     

    Il prelievo di sangue venoso è una procedura che consiste nell’acquisire un campione di sangue venoso, preferibilmente al mattino ed a digiuno in modo da ridurre la variabilità biologica.

    Di solito si preleva sangue venoso dalle vene dell’avambraccio, viene effettuato dall’infermiere previa prescrizione medica e la quantità di sangue da prelevare varia in base agli esami ematochimici che si vogliono ottenere.

     

      Indicazioni

    Lo scopo del prelievo venoso è quello di indagare sullo stato di salute del paziente.

    Il campione (o i campioni) viene inviato poi in laboratorio analisi per valutarne la composizione e i fattori che indicano problemi, patologie oppure anche per un semplice controllo post-terapia ed il cui esito poi sarà  visionato nel complesso dal medico che ha prescritto gli esami.

     

    Cosa si usa

    Per la venipuntura è preferibile usare aghi di calibro pari a 20 o 21G “gauge”, riservando l'utilizzo di aghi di calibro inferiore a prelievi su vene piccole o particolarmente fragili. L’utilizzo di un ago di diametro inferiore a 23 (G), può indurre emolisi e modeste variazioni di alcune analisi comuni.

    L’infermiere per fare il prelievo usa aghi dedicati, anche disponibili con dispositivo di protezione integrato e l’adattatore luer che garantiscono la sicurezza della procedura.

     

     Complicanze del prelievo venoso

    • Gonfiore
    • Piccole lesioni
    • Ematoma
    • Infezione nel punto del prelievo
    • Vertigine o sincope neurogena.

     

    Controindicazioni

    • Fistola arterovenosa
    • Radioterapia locale
    • Linfedema
    • Circolazione sanguigna compromessa

     

     

    Scritto da Carmelo Leuzzo – Infermiere Divisione di Ematologia “Grande Ospedale Metropolitano” di Reggio Calabria

     

    Altri articoli di CARMELO LEUZZO:

    https://www.linfovita.it/component/k2/item/426-catetere-venoso-centrale-picc.html

     

     

    Venerdì, 01 Marzo 2019 18:22 in News
  • ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI
    ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI

    ESSERE DATA MANAGER OLTRE I DATI

     

    Ricordo ancora il lontano gennaio 2009, epoca in cui venivo a contatto con un mondo per me nuovo ma che ho sempre sognato di vivere… l’ospedale!!! Era un sogno realizzato quello di indossare il camice bianco ma non potevo lontanamente immaginare cosa avrebbe significato per me non “lavorare come” ma “essere” una Data Manager. Son trascorsi 10 anni da quando incontrai per la prima volta, con tanta timidezza, la Dr.ssa Stelitano che contribuì a farmi conoscere, a studiare quello che per tanti è considerato un nemico da sconfiggere immediatamente con accanimento, per altri è un’occasione di lotta, altri lo considerano quasi un compagno di strada.

    Si, cari lettori, mi riferisco proprio al Linfoma.

    Questo è stato l’inizio di un percorso professionale che, tra alti e bassi, mi ha fatta crescere sia culturalmente che umanamente.

    Senza ombra di dubbio, i protocolli sono stati i miei compagni in questo percorso ma tutto vissuto come servizio nell’intento di favorire la ricerca seminando speranza in tanti cuori sofferenti. Ma quando scopri che hai anche l’opportunità di entrare a contatto, di vedere con i tuoi occhi il mondo della sofferenza, capisci che hai ricevuto un grande privilegio.

    Si, perché per me essere Data Manager non è aggiornare sistemi informatici, fare contabilità o altro ma riuscire a penetrare i dati apparentemente numerici comprendendo che nascondono le storie di tanti fratelli che si sono ritrovati, non per scelta, protagonisti di una battaglia davvero importante, la lotta per la vita.

    Alla luce di ciò vedo il Linfoma, forse andando controcorrente, come un’occasione di vita, oserei dire di amore alla vita.

     

    a cura della Dott.ssa Elisa Montechiarello

    U.O. Ematologia

    Venerdì, 08 Febbraio 2019 12:54 in News
  • GAMMOPATIE MONOCLONALI MGUS
    GAMMOPATIE MONOCLONALI MGUS

    Gammopatie monoclonali MGUS

    La Gammopatia Monoclonale (MGUS) è un disordine linfoproliferativo caratterizzato dalla proliferazione di un clone plasmacellulare con secrezione nel plasma di componente M. E’ una condizione patologica asintomatica e non richiede alcun trattamento.

    Si riscontra prevalentemente nell’adulto con una prevalenza del sesso maschile. L’incidenza aumenta con l’età. I dati attuali indicano una incidenza di circa il 5% della popolazione.

    La progressione della malattia verso altre patologie è di circa 1% per anno. Ciò è correlato dalle caratteristiche biologico-molecolari che stratificano i pazienti in diverse fasce di rischio.

     

     

                                            

    Si distinguono in base alle immunoglobuline coinvolte I seguenti tipi di MGUS con una diversa prevalenza:

    • IgG
    • IgA
    • IgM
    • IgD
    • Biclonali
    • Con produzione esclusiva di catene leggere

             

    Oltre le MGUS altre condizioni patologiche presentano una CM:

    • MGUS
    • Mieloma Multiplo
    • Linfomi Non Hodgkin
    • Smouldering Mieloma
    • Plasmocitoma solitario
    • Leucemia Linfoide Cronica
    • Macroglobulinemia di Waldenstrom
    • Disordini Linfoproliferativi rari (sindrome di POEMS, crioglobulinemia, malattia da deposizione catene leggere

    Diagnostica delle MGUS

    Esami da eseguire:

    • Emocromo
    • Elettroforesi delle proteine sieriche
    • Dosaggio IgG-IgA-IgM
    • Proteinuria 24 h
    • Immunofissazione sierica/urinaria
    • Proteinuria Bence-Jones: determinazione quantitativa
    • Creatinina, azotemia, Calcemia, VES, B2- microglobulina
    • Radiografia dello scheletro in toto
    • Aspirato midollare e biopsia ossea
    • Biopsia del grasso periombelicale
    • Catene leggere libere sieriche (FLC)

    Per la diagnosi di MGUS sono necessari tutti i seguenti criteri:

    • Componente monoclonale sierica < 3 g/dl
    • Plasmacellule midollari clonali < 10%
    • Assenza di danni d’organo (NO CRAB: ipercalcemia, insufficienza renale, anemia, lesioni ossee) attribuibili al disordine proliferativo plasmacellulare

     

    Il rischio di trasformazione è del 1% ed è diverso a seconda del tipo di CM. Per esempio le MGUS IgG ed IgA evolvono verso un Mieloma, le MGUS IgM verso un Linfoma Linfoplasmocitico e le forme a catene leggere verso un Mieloma micromolecolare.

    Le forme con maggiore evolutività sono le MGUS non IgM ed in particolare le forme IgA.

    Esiste comunque oggi la possibilità di stratificare i pazienti in diverse fasce di rischio con i seguenti parametri:

    • CM > 1,5 g/dl
    • Isotipo non IgG: IgA-IgM hanno rischio evolutivo maggiore di IgG
    • Rapporto FLC alterato

     

                  

     

    I pazienti con MGUS non necessitano di alcuna terapia specifica per cui dopo la diagnosi e completamento delle indagini di stadiazione rientrano in un programma di follow-up. Infatti rimangono patologie che devono essere semplicemente osservate per vedere il momento in cui questi pazienti progrediscono  e quindi necessitano di trattamento.

    Ulteriori studi di tipo biologico-molecolare sono necessari per meglio conoscere  aspetti genetici di queste  patologie e consentire di individuare eventuali pazienti a maggior rischio che potranno avvantaggiarsi di un trattamento più precoce e prevenire la loro trasformazione.

     

     Dott.ssa Caterina Stelitano

    Domenica, 03 Febbraio 2019 20:15 in News
  • CATETERE VENOSO CENTRALE PICC
    CATETERE VENOSO CENTRALE PICC

    Catetere Venoso Centrale PICC

     Che cos’è

     Il Catetere Venoso Centrale PICC (acronimo di "Peripherally Inserted Central Catheter”) è un tipo di  catetere centrale esterno, non tunnellizzato, costruito con materiale biocompatibile ad inserimento periferico ecoguidato, a medio / lungo termine.

    Ciò significa che, in base al suo utilizzo (sia continuo che discontinuo, sia intra che extra ospedaliero),  il  catetere può rimanere in sede per un periodo che va da 7 giorni a 12 mesi.

     A che cosa serve

     Il  PICC consente tutti gli utilizzi dei CVC “classici” (es. Groshong, Hickman, Broviac, Midline, Port-a cath) come la somministrazione di chemioterapia (es. in caso di utilizzo di farmaci vescicanti o irritanti per le pareti dei vasi), terapia antibiotica, nutrizione parenterale totale, misurazione della PVC, infusione di soluzioni ipertoniche).

    Prima di procedere all’impianto bisogna:

    • valutare l’idoneità del paziente in quanto non tutti i soggetti presentano l’indicazione per il PICC per problemi vascolari o muscolo-scheletrici che possono impedire il successo dell’impianto,
    • informare riguardo la procedura che si andrà ad effettuare e per ultimo assicurarsi che il paziente abbia firmato il consenso informato.

     

    Subito dopo l’impianto del catetere va eseguita una medicazione con garza e cerotto, da rinnovare dopo 24-48 ore (medicazione precoce) previo un accurato lavaggio delle mani e l’utilizzo di guanti sterili. Per le medicazioni successive di solito è preferibile utilizzare una medicazione semipermeabile trasparente, da rinnovare ogni 7 giorni.

    Nel caso si verifica un sanguinamento del sito di inserimento oppure una fuoriuscita di siero la medicazione va effettuata con garza e cerotto (da rinnovare ogni 24-48 ore oppure quando è umida, sporca o  non è più aderente).

    Le complicanze post-impianto

    Le complicazioni dei PICC possono essere di tipo occlusivo (es. occlusione del CVC da trombo o farmaci), flebitico e infettive.

    Benefici:

    una maggior sicurezza nella somministrazione dei farmaci antiblastici;

    una notevole riduzione delle venipunture ripetute ai pazienti;

    la conseguente riduzione di lesioni cutanee e di flebiti superficiali;

    la riduzione di flebiti chimiche da farmaco;

    la riduzione dei disagi causati al paziente.

     

    A cura di Carmelo Leuzzo -  infermiere professionale presso  U.O.C. di Ematologia dell'Azienda"Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria

     

    Altri articoli di CARMELO LEUZZO:

    https://linfovita.it/component/k2/item/432-il-prelievo-venoso.html

    Lunedì, 28 Gennaio 2019 19:08 in News

Rassegna Stampa